J. EDGAR di Clint Eastwood

marzo 9, 2012 in News, Recensioni da Marco Spiga

Autrice: Francesca De Angelis

È il racconto della vita di John Edgar Hoover – alias Leonardo Di Caprio – capo del Federal Bureau of Investigation per quasi cinquant’anni.
Impiegato dal 1919 al Dipartimento di Giustizia, è uno dei primi a capire il valore degli indizi ritrovati sulle scene dei crimini che poi metterà al servizio delle indagini scientifiche e del suo ufficio.
Coadiutore di un sistema di catalogazione bibliografica che consente il riconoscimento rapido dei libri presso la biblioteca Nazionale, userà il medesimo metodo per identificare attraverso una scheda numerata anche i cittadini americani, riconoscibili attraverso le impronte digitali.
I primi catalogati, ricercati ed accusati col sistema Hoover sono i radicali comunisti: Emma Goldman, cittadina non americana, attivista politica, accusata di anarchia e di atti sovversivi contro gli Stati Uniti viene deportata.
Inizia così una lunga escalation di repressioni violente da parte dell’unità gestita da Edgar Hoover verso i ‘criminali’ e, da qui, l’inizio della sua carriera. Nominato direttore del Bureau diverrà inflessibile con chiunque non si allinei alla sua idea del Dipartimento, condotta lavorativa e condotta privata dovranno sottostare alle superiori regole di Hoover sul conformismo e l’irreprensibilità, nessuno dei collaboratori dovrà prestare il fianco a qualsiasi tipo di critica.
La filosofia di Edgar Hoover è una: l’informazione è potere.
Superando l’avvicendarsi di 8 Presidenti degli Stati Uniti, Edgar comanda il Bureau con una dedizione ai limiti della paranoia, supportato dalla fedelissima segretaria Miss Helen Gandy – Naomy Watts – e dal collaboratore Clyde Tolson – alias Armie Hammer -, con il quale, in gran segreto, intesserà una relazione.
Hoover è succube di una madre dispotica – Judi Dench – a volte impacciato e con qualche problema di balbuzie eppure spietato e disposto a qualsiasi sacrificio per proteggere il suo paese dalle minacce (reali o presunte); è un uomo pieno di sé e delle sue manie ossessive di cui non si libera col passare degli anni.
Così, tra arresti poco ortodossi, indagini non autorizzate, intercettazioni e ricatti agli stessi Presidenti, Hoover crea un archivio personale di fascicoli confidenziali di cui si serve nei momenti opportuni per ottenere i suoi scopi.
J. Edgar ci racconta la sua vita attraverso la sua autobiografia, un po’ farcita di romanzo attraverso esagerazioni e nascondenti di fatti reali, sostituiti con plausibili finzioni, ovviamente tese a mettere in luce il suo ruolo di leader/eroe senza macchia né paura.
E’ il fedele compagno Clyde a ridimensionare la sua immagine ai suoi occhi – ed anche ai nostri. Clyde ci mostra il cinismo al limite della cattiveria di Edgar, impegnato fino allo stremo in una ossessionante carriera il cui scopo supremo è la difesa dell’America, a qualsiasi prezzo.

Una bella prova per Leonardo Di Caprio che sembra essere a suo agio nel rappresentare i panni del multiforme J. Edgar pur in un corpo invecchiato e appesantito dall’età o addirittura gonfio e deturpato a tal punto da divenire quasi irriconoscibile agli occhi del pubblico.

Eastwood ci regala una biografia intensa, piena di riferimenti storici e poteri più o meno occulti, personaggi avidi di successo in un’America che cambia con lentezza, nonostante le apparenze di riformismo e libertà, perennemente in bilico tra paranoie ed ossessioni.

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